giovedì 15 novembre 2012

RATING DI LEGALITA’: ANTITRUST APPROVA REGOLAMENTO, MECCANISMO OPERATIVO ENTRO FINE ANNO



Sarà operativo entro fine anno il rating di legalità delle imprese: l’Antitrust, nella riunione del 14 novembre 2012, ha infatti varato il regolamento che stabilisce criteri e modalità di attribuzione dei punteggi.
Il regolamento, che ha ricevuto il parere favorevole dei ministeri dell’Interno e della Giustizia, dovrà essere ora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione.

mercoledì 14 novembre 2012

Testo della Legge Anticorruzione, che entrerà in vigore il 28 novembre 2012


LEGGE 6 novembre 2012, n. 190. Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalita' nella pubblica amministrazione.

(GU n. 265 del 13-11-2012 ). In vigore dal28/11/2012

domenica 28 ottobre 2012

3. A COSA SERVE TUTTO QUESTO?


Il sistema di gestione per i partiti politici è stato esposto nel capitolo 2 in termini molto generali, facendo soprattutto riferimento ai requisiti richiesti dalla norma ISO 31000 sul Risk Management. Nei prossimi paragrafi, proverò a “calare” tale sistema entro alcuni temi e alcune problematiche concrete.

2. SISTEMI DI GESTIONE DEI PARTITI POLITICI


2.1 Oggetto dei sistemi di gestione politica
I sistemi di gestione sono “architetture teoriche” che permettono ad una organizzazione di progettare organigrammi, responsabilità, risorse (umane, tecnologiche, informative) e procedure, al fine di controllare alcuni aspetti associati alla struttura organizzativa e alla gestione dei processi aziendali.
I sistemi di gestione si differenziano sulla base al loro oggetto, vale a dire in base a ciò che aiutano a gestire. Esistono sistemi di gestione della Qualità, sistemi di gestione Ambientale, sistemi per la gestione della Sicurezza sul Lavoro, sistemi per la gestione della responsabilità sociale. Questi sistemi possono avere degli standard internazionali di riferimento, che definiscono i requisiti minimi, per implementare un sistema di gestione efficace, efficiente e in continuo miglioramento. ISO 9001 (Qualità), ISO 14001 (Ambiente), OHSAS 18001 e UNI-INAIL (Sicurezza sul lavoro), SA 8000 e ISO 26000 (Responsabilità Sociale d’Impresa) sono tutti esempi di standard internazionali associati a specifici sistemi di gestione.
Per quanto riguarda la prevenzione dei reati, sono da segnalare i Modello di Organizzazione e Gestione previsti dal d.lgs. 231/2001 (MOG 231), per la gestione della responsabilità amministrativa dipendente da reato. Si tratta di sistemi di gestione che non hanno uno standard internazionale, ma i cui requisiti di efficacia sono stabiliti dalla normativa, dalle sentenze dei tribunali, dalle Linee Guida di Confindustria e da altre linee guida di associazioni di categoria approvate dal Ministero della Giustizia.
A questo punto, diventa interessante capire quali requisiti debbano avere i sistemi di gestione politica.

1. RUOLO E CRISI DEI PARTITI POLITICI


1.1 Obiettivi, macro-tipologie di processo, monopoli e funzione storica delle organizzazioni politiche

I partiti politici esistono per conseguire 2 obiettivi, fra loro correlati:
  • la creazione del consenso
  • il governo della Cosa Pubblica
La creazione del consenso si concretizza attraverso una serie di processi, interni ai partiti, finalizzati alla produzione di idee, programmi, e progetti, alla rilevazione dei bisogni della società civile, al dialogo con altre realtà associative (ad esempio sindacati, associazioni di imprenditori, ecc …) al tesseramento, che consente ai partiti di portare al proprio interno rappresentanti del contesto sociale e produttivo. Tutti questi processi sono finalizzati ad acquistare credibilità, per ottenere la fiducia degli elettori.
Il governo della cosa pubblica, invece, è esercitato dai singoli rappresentati dei partiti (gli eletti) all’interno delle istituzioni. Attraverso i propri eletti, i partiti politici esercitano una funzione pubblica, che si concretizza nella conduzione di processi di scelta, controllo, indirizzo sull’operato della componente burocratico-amministrativa dello Stato, delle Regioni, dei Comuni. La funzione di governo dei partiti si estende anche ad eventuali altri Enti non territoriali di rilevanza pubblica o a Società a partecipazione pubblica.

mercoledì 17 ottobre 2012

DDL Anticorruzione. Il Senato approva il maxiemendamento al disegno di legge


Con 228 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti, il Senato ha accordato la fiducia al Governo Monti, approvando il maxiemendamento 1.900 (testo corretto) sostitutivo degli articoli da 1 a 26 del disegno di legge n. 2156-Brecante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" (già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati). 

L'Assemblea ha quindi approvato il testo del ddl nel complesso, comprensivo dell'articolo 27, che non è stato modificato dall'altro ramo del Parlamento, sulla clausola d'invarianza finanziaria. Il testo torna dunque alla Camera.

Sul versante della prevenzione, il ddl anticorruzione detta norme sull'Autorità e sul piano nazionale anticorruzione; conferisce deleghe al Governo in materia di trasparenza amministrativa, incompatibilità degli incarichi dirigenziali, incandidabilità conseguente a sentenze definitive di condanna; interviene sul collocamento fuori ruolo dei magistrati. Sul versante repressivo, il ddl prevede diverse modifiche al codice penale: aumenta il minimo sanzionatorio della reclusione per il reato di peculato; ridefinisce il reato di concussione, introducendo la fattispecie di concussione per induzione e limitando la concussione per costrizione al solo pubblico ufficiale; distingue la corruzione propria, relativa al compimento di un atto contrario ai doveri di ufficio, dalla corruzione impropria; punisce la corruzione tra privati con la reclusione da uno a tre anni; introduce la nuova fattispecie delittuosa del traffico di influenze illecite, prevedendo una pena da uno a tre anni di reclusione.
Nella mattinata, conclusa la discussione generale con gli interventi dei sen. Casson (PD), Mugnai e Caliendo (PdL), dopo le repliche dei relatori, sen. Ceccanti (PD) e Balboni (PdL), hanno preso la parola i rappresentanti del Governo.
Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Patroni Griffi si è soffermato sulle politiche di prevenzione della corruzione, incentrate sui concetti di valutazione e gestione del rischio, e ha fornito precisazioni sul piano nazionale anticorruzione, sottolineando che le amministrazioni comunali saranno coadiuvate dalle prefetture. L'affidamento in appalto dei lavori e l'acquisizione di beni e servizi nei settori della sanità, dell'urbanistica e dell'edilizia sono le aree più esposte alla corruzione. Ogni amministrazione sarà comunque tenuta a fare una valutazione specifica dei rischi attraverso la mappatura dei procedimenti e ad adottare misure organizzative conseguenti. Ricordando che la corruzione, oltre ad avere costi sociali ed etici, altera il sistema della concorrenza, determina oneri impropri per le imprese e scoraggia gli investimenti, il Ministro ha accennato infine all'opportunità di liberalizzazioni e di misure per separare l'amministrazione dalla politica.
La Ministro della giustizia Severino ha ricordato che il complesso iter del provvedimento è iniziato nel 2010 con il precedente Governo e ha sottolineato i meriti del ddl che tipizza meglio alcune fattispecie di reato, distingue la corruzione dalla concussione, garantisce equilibrio tra le norme penali. Ha precisato quindi che i temi del falso in bilancio, dell'autoriciclaggio, della prescrizione non attengono al cuore del provvedimento e richiedono iniziative legislative specifiche, anche per evitare rallentamenti. Ha sollecitato infine un esame rapido presso la Camera.
La seduta è stata sospesa dopo che il Governo ha posto la fiducia sull'approvazione dell'emendamento 1.900. Alla ripresa dei lavori nel pomeriggio, il Presidente della Commissione bilancio, sen. Azzollini (PdL), ha riferito sui profili di copertura del maxiemendamento, asseverandone la regolarità dopo che la Presidenza ha fornito chiarimenti procedurali. Il sen. Calderoli (LNP) ha invitato il Governo a rispettare le prescrizioni della legge di contabilità. Alla discussione sulla questione di fiducia hanno offerto contributi i sen. Divina, Mazzatorta (LNP), Pardi (IdV), Spadoni Urbani, Caliendo, Caruso (PdL), Germontani (Terzo Polo), Agostini (PD). Le dichiarazioni di voto, riprese dalla diretta televisiva, sono state svolte dai sen. Li Gotti (IdV), Menardi (CN), Astore (Misto), Bruno (Terzo Polo), Serra (UDC), Mura (LNP), Finocchiaro (PD), Gasparri (PdL).
Hanno rinnovato la fiducia al Governo tutti i Gruppi, ad eccezione dell'Italia dei Valori e della Lega Nord, che ha però annunciato voto favorevole al testo complessivo del ddl. L'Italia dei Valori ha posto l'accento sui paradossi e sui limiti di un provvedimento che rinuncia ad affrontare i temi del falso in bilancio, del voto di scambio politico-mafioso, dell'autoriciclaggio e dell'allungamento dei termini di prescrizione. L'UDC ha criticato la pretesa di condizionare il voto favorevole a un ampliamento del disegno di legge. Coesione Nazionale ha evidenziato la necessità di snellire la burocrazia e di semplificare le procedure amministrative. Il Terzo Polo ha richiamato gli impegni assunti dall'Italia in tema di risanamento, lotta alla corruzione, rilancio della competitività. Il Gruppo Misto ha invitato la politica a dare ai cittadini un segnale positivo rispetto alla capacità di autoriformarsi. Ritenendo che l'approvazione del ddl anticorruzione sia un atto dovuto nei confronti del Paese, il PD ha ricordato l'equilibrio tra la parte preventiva e la parte repressiva. Il PdL ha invece posto l'accento sulle novità in tema di prevenzione, le sole che possono garantire risultati concreti, e ha rivendicato il contributo offerto dal Gruppo alla migliore definizione dei reati di traffico di influenze illecite e corruzione tra privati. In dissenso dal Gruppo il sen. Giovanardi (PdL) non ha votato la fiducia.
Le dichiarazioni di voto finali a favore del ddl sono state svolte dai sen. Menardi (CN), Vizzini (UDC) e Mura (LNP). Il sen. Li Gotti (IdV) ha invece dichiarato voto contrario, criticando la previsione d'invarianza finanziaria.
Nel corso della seduta la Presidenza ha comunicato il nuovo calendario dei lavori fino al 25 ottobre: nella seduta di martedì prossimo, ove concluso dalla Commissione competente, inizierà l'esame del ddl sulla diffamazione a mezzo stampa.

FONTE: SENATO DELLA REPUBBLICA - seduta 815 antimeridiana - comunicato di fine seduta.

Scritto da Andrea Ferrarini (Consulente Modelli Organizzativi ex d.lgs 231/2001)
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mercoledì 29 agosto 2012

D.Lgs 109/2012: da agosto nuove sanzioni per le imprese che impiegano lavoratori irregolari.

Il D. Lgs. 16/7/2012 n. 109, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (n.172) il 26/7/2012 , ha introdotto, all’interno del D. Lgs. 231/01, l’art. 25 duodecies in tema di “impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare“. Il nuovo articolo prevede una sanzione pecuniaria variabile (che può arrivare ad un massimo di 150.000 Euro), a carico delle imprese che occupano alle proprie dipendenze dei lavoratori stranieri "irregolari", cioè privi del permesso di soggiorno, o il cui permesso sia scaduto (e del quale non sia stato richiesto nei termini di legge il rinnovo), revocato o annullato.

Ma cos'è, esattamente, il d.lgs 231/2001?

Il D.Lgs 231/2001 è la norma che definisce la responsabilità delle imprese per i reati commessi, nel proprio interesse e a proprio vantaggio, dai loro rappresentanti, amministratori, dirigenti o dipendenti. Si tratta di una responsabilità particolare, specifica della persona giuridica (società), e distinta dalla responsabilità penale delle persone fisiche. Per questo motivo, ci si riferisce ad essa come Responsabilità Amministrativa dipendente da reato.
Sulla base del decreto, le imprese possono essere sanzionate (in modo anche molto pesante), per non aver impedito la commissione dei reati. Infatti, l'impresa è esentata dalla propria responsabilità (che quindi ricade esclusivamente sulle persone fisiche che hanno commesso l'illecito), nel caso in cui abbia adottato ed efficacemente attuato prima del verificasi del reato modelli organizzativi e di gestione (Modelli 231), finalizzati alla prevenzione delle condotte illecite.

Affinché il Modello 231 abbia valore esimente, l'azienda deve anche affidare ad un Organismo di Vigilanza (OdV), cioè ad una funzione aziendale dotata di autonomi poteri di iniziativa e controllo, il compito di verificare la corretta attuazione e l'efficacia nel tempo del Modello 231. Nelle aziende di piccole dimensioni l'OdV può coincidere con l'organo dirigente dell'azienda. Invece, nelle società di capitali, il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo della gestione possono svolgere la funzione di OdV. Tuttavia, le aziende possono, per tutelarsi meglio, affidare le funzioni di OdV a soggetti esterni alla azienda, che non siano coinvolti in processi a rischio di reato.

La responsabilità amministrativa delle imprese si concretizza solo in presenza di specifici reati, elencati negli articolo 24 e 25 del d.lgs. 231/2001. Negli anni l'elenco dei reati presupposto della responsabilità amministrativa delle imprese si è via via allungato. Nel 2011, per esempio, la responsabilità delle imprese è stata estesa ai reati ambientali e, infine, dal 9 agosto 2012, all'impiego di lavoratori stranieri "irregolari". In questo ultimo caso, le sanzioni per l'azienda (che si sommano a quelle previste per il datore di lavoro in quanto persona fisica), scattano nei seguenti casi:

  • se i lavoratori occupati sono numero superiore a tre;
  • se i lavoratori occupati sono minori in età non lavorativa
  • se i lavoratori occupati sono stati esposti a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro
Alcune tipologie di impresa sono particolarmente esposte al rischio di impiegare lavoratori stranieri irregolari: si tratta, ad esempio, delle imprese edili, delle imprese che forniscono servizi di logistica o di pulizia civile e industriale; e delle imprese agricole. Tali imprese dovrebbero, per evitare il rischio di essere sanzionate, dotarsi di un Modello 231 efficace, ed attuarlo efficacemente, per prevenire il rischio che siano commessi degli illeciti nell'interessi dell'azienda.


Scritto da Andrea Ferrarini (Consulente Modelli Organizzativi ex d.lgs 231/2001)
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cell. 3472728727 - andreaferrarini@inwind.it